Le sette perle della F I D A P A
Sezione di Mondovì Distretto Nord-Ovest
La "nostra perla"
Segnalazione del sito ( Denominazione - luogo - tipologia)
Denominazione
"Fili" di memoria : Il Filatoio di Rocca de' Baldi .(costruito agli inizi del 1600
chiuso nel 1936)
In un contesto di particolare rilevanza storica, architettonica ed urbanistica,il
borgo
diRocca de' Baldi, un po' dimenticato, una testimonianza industriale e sociale
al femminile durata più di tre secoli, di cui si sta spegnendo la memoria .
Luogo
Siamo in Provincia di Cuneo nella pianura Monregalese.
Il Filatoio era situato sulle rive del torrente Pesio, un affluente del Tanaro,
vicino al Ponte
che tuttora collega Mondovì ( che dista sei chilometri) a Cuneo e Fossano, l'antichissima
"strada reale" che veniva dalla Liguria e andava a Nord.
Il Comune di cui fa parte il Filatoio è Rocca de' Baldi, che sorge su un'altura
a forma di
cuneo (v. foto allegata della mappa), compresa tra le ampie e profonde erosioni
di due torrenti,
il Pesio e il Pogliola a due lati e si estende verso la pianura monregalese
sul lato lungo. Intorno
si vedono le Alpi , il Monviso, le Langhe monregalesi e la collina di Mondovì.
Contesto ambientale e breve storia del Borgo
Rocca de' Baldi è indicato come " Castrum Vetus" nel carteggio di Asti del 1098,
quindi già
presente in epoca romana.
In epoca post-carolingia, il villaggio è controllato dai Morozzo, una nobile
famiglia con ampi
possedimenti sulla pianura monregalese ; un Ubaldo dei Morozzo costruì un castello
con una
torre merlata , detta dell'Agnese, dal nome della moglie, dando così il nome
di Rocca de' Baldi
(da Ubaldo).
Il borgo era d'importanza rilevante per la sua posizione , a picco sui due torrenti,
per le
mura che lo circondavano ,e per un lungo fossato verso la pianura, che ne facevano
un caposaldo.
Sulle torre del castello, sulla torre civica e lungo le mura c'era una sorveglianza
regolamentata
in documenti dell'epoca .
Le mura vennero poi in gran parte abbatute nel 1641 e il fossato riempito.
Nella seconda metà del 1600 fu costruita da un Morozzo un'Abbazia con annesso
residenza e
giornate di terreno, ancora oggi proprietà della stessa famiglia, mentre il Castello
e l'annessa
residenza dei Marchesi divenne di proprietà comunale e così è ancora.
In questo luogo sono passati i francesi, gli austriaci, i duchi e poi re di Savoia:
le testimonianze
sono numerose da archivi storici e carteggi .
Venne costruita una chiesa all'interno delle mura e nel 1725 fu trasformata dall'arch.
Francesco Gallo
grande architetto della provincia.
Ora guardando il paese, con i suoi quattro isolati , i portici medioevali, il
Castello con il suo
parco,
ora in completo restauro, la Badia con annessa la residenza ,pregevole edificio
seicentesco
bianco con inserti e decori grigi , si presenta quasi come nel Catasto Napoleonico
( alcune
carte sono acquerellate) conservato in Municipio.
Filatoio di Rocca de' Baldi
Notizie storiche: Da" La Rocca de' Baldi" di Roberto Morozzo della Rocca-breve monografia
ad uso popolare- stampato in 700 esemplari il 18 novembre 1939.
"Nell'infeudazione della Contea di Rocca de' Baldi delli 12 ottobre 1619 , fatta
da Carlo
Emanuele I ad Oddino Sandri Conte di Mombasiglio, si riconosce che il Filatoio
di
Rocca de' Baldi era già da anni stato costruito da dai Conti Morozzo per la lavorazione
dei bozzoli locali, lavorazione che, in quei tempi, praticatasi in quasi tutti
i piccoli paesi
del Piemonte allo scopo di occupare le donne specialmente nell'inverno.
Da un inventario dei mobili, fattosi il 28 Febbraio 1747, risulta attrezzato
in modo da
dare lavoro a 24 operaie.
Il 7 Febbraio del 1765, dal marchese Morozzo Giuseppe Francesco e dal Conte
Fontana, copmproprietari a giusta metà, venne affittato ai Sigg. Boyer Stefano
e
Nigra Giov. Battista.
Verso il 1800 ne divenne proprietario il Sindaco Carlo Francesco Prandi, il quale
lo vendette al Sig. Formento, persona sommamente caritatevole, amato e stimato,
il quale nel 1851-52, lo sviluppò maggiormente sbancando un pezzo della vicina
collina.
Durante questo lavoro si trovarono ne tufo belle e ben conservate conchiglie
fossili.
Il sig. Formento, ancora giovanissimo, mirì improvvisamente di polmonite nel
1854
lasciando di sé generale rimpianto.
Lo stabilimento passò alla sorella sposata Giorgis, la quale per qualche tempo
lo affittò
al sig. Talleri, e poi lo affidò al proprio figlio Camillo. Nel 1919 fu venduto
ai fratelli
Musso proprietari di numerosi altri opifici del genere, i quali diedero nuovo
e vigoroso
impulso all'azienda; ma in seguito all'imponente svilupparsi della lavorazione
della seta
artificiale, giudicarono conveniente chiudere lo stabilimento di Rocca de' Baldi.
Nel
1935 fu venduto e demolito. Ne rimangono ora solo le vestigia. Dell'intero fabbricato
si sono conservate la portineria e la casa di alloggio alle operaie forestiere."
Ipotesi di fruizione
Il Filatoio non può essere levato dal luogo in cui è vissuto, Rocca de' Baldi,
perché
la coesistenza molto stretta tra architettura rustica, architettura civile,
architettura di
"corte" o di edilizia "spontanea contadina" e architettura industriale, si sono
integrate
nella lunga storia del paese.
A Rocca de' Baldi il Medioevalismo è presente tutt'oggi nella sua estensione
storica ,
così pure il seicento e i settecento piemontese, e il neogotico ottocentesco.
L'intento è di dare maggiore visibilità a questo luogo con una sua spiccata
peculiarità ,
ma ancora oggi poco conosciuto nella provincia di Cuneo.
Il progetto è di organizzare nel castello un convegno con documenti , fotografie
e
testimonianze, che partono da una realtà di più di tre secoli,il Filatoio, che
ha visto le
contadine del luogo lavorare nella filanda, soprattutto da giovinette, con tutto
ciò che
questo lavoro difficile ha loro dato e tolto: un vero lavoro d'archivio storico
e una
riconoscenza morale e sociale per chi è stato poco citato, ma che ha partecipato
in
prima persona allo svolgersi degli eventi della vita di Rocca de' Baldi.
Per questo il titolo "Fili di memoria".
Un'idea per le sette perle :
Non tutti i luoghi erano adatti ai filatoi, ma è un filo conduttore che può essere
riscoperto
in tutto il territorio nazionale.
Bibliografia
"La Rocca de' Baldi" a cura di Morozzo Della Rocca Roberto-
Tipografia Edit.Monregalese ,18 novembre 1939
Arte e Storia a Rocca de' Baldi -Breve guida per la visita del Borgo Medioevale-
a cura di Anna Maria Massimino - ed. Comune di Rocca de' Baldi, Società per
gli Studi
Storici Archeologici e Artistici della Provincia di Cuneo, Biblioteca Centro
Culturale
"Don Franco Mattalia" Rocca de Baldi.
Rocca de' Baldi un borgo e un castello dimenticati ( sec XI-XVI)
Atti della giornata di studio Rocca De' Baldi, 23 ottobre 1994 a cura di Rinaldo
Comba, Anna Maria Massimino, Giuseppe Viara - Società Studi Storici della Provincia
di Cuneo, Centro Culturale Don Franco Mattalia, Rocca De' Baldi con il Patrocinio
del
Comune di Rocca de' Baldi e della Cassa Rurale e artigiana di Rocca de' Baldi.
La Fabbrica Come Laboratorio Atti del Convegno, Cuneo 7 dicembre 1996-
a cura di Patrizia Chierici- con il Patrocino del Comune di Cuneo, del Ploiecnico
di
Torino e della Provincia di Cuneo- edizione Celid.
La Seta Fatti- Curiosità-Leggende - a cura di Ferruccio Giusta , in corso
di stampa .
L'anello forte , La donna : storie di vita contadina di Nuto Revelli -
editore Giulio Einaudi-To- 1985.
Mappa del Comune di Rocca de' Baldi -fotocopia
Il Castello di Rocca de Baldi

Il filatoio di Rocca de' Baldi foto anni '30
Operaie della Filanda in Pesio foto anni '30 |