LA FIDAPA E LA CRESCENTE VIOLENZA
CONTRO LE DONNE

A tutt'oggi, otto sezioni del nostro Distretto hanno contribuito al progetto (30 giugno 2009): ALBA, GOLFO PARADISO, IMPERIA, MONDOVI', SANREMO, SAVONA, TIGULLIO e VALPELLICE, per un totale di Euro 1.098,00 (le Socie iscritte nel Distretto Nord-Ovest sono in tutto 1.022).

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Giuseppina Bombaci Presidente nazionale

22  febbraio 2009       

                                                                  Alle Presidenti Distrettuali
                                                                  Alle Presidenti di Sezione
                                                                 A tutte le Socie FIDAPA

Progetto: “Una goccia di solidarietà”

Carissime Presidenti, carissime Socie,

Vi chiedo di leggere con molta attenzione quello che sto per scrivere, i cui contenuti sono stati condivisi all’unanimità dal Consiglio nazionale (assente solo il Distretto Centro) riunitosi in data 15 febbraio ultimo scorso.

I recenti avvenimenti di spietata violenza contro tante donne hanno suscitato e continuano a suscitare in noi un’esplosione di sentimenti, dallo stupore, alla rabbia, dalla paura, al senso di impotenza, dalla ribellione alla solidarietà, alla voglia di agire.

Come sapete, ci siamo fatte interpreti presso le Istituzioni della protesta di tante Socie ma soprattutto della richiesta di aiuto per ottenere leggi più severe, per diffondere fra i giovani la cultura dell’educazione al rispetto dell’Altro.

Per questo stiamo seguendo da vicino l’evolversi dei provvedimenti legislativi in tal senso, per questo stiamo apprezzando con orgoglio l’impegno profuso da tante di voi, nel vostro ruolo di Presidenti di Sezione, nel creare sinergie con gli Istituti scolastici, per arrivare al cuore dei giovani, per fare riscoprire la dolcezza dei buoni sentimenti, la tenerezza dei gesti d’amore, la libertà e la forza che solo il rispetto per gli altri può dare.

Ora però è tempo di fare qualcosa di più e il caso che spesso, senza che noi ce ne accorgiamo, intreccia occasioni, incontri, opportunità, ci ha messo su una strada importante che vi chiedo di percorrere insieme.

Siamo stati contattate in questi giorni, su segnalazione di una socia della Sezione di Legnago, Maria Teresa Ziviani, supportata dalla Presidente Ave Arabbi, dalla Fondazione Doppia Difesa, che fa capo a Michelle Hunziker e all’Avvocatessa Giulia Buongiorno, Fondazione  che si occupa di prestare assistenza medico-legale gratuita alle donne vittime di violenza.

Di recente questa Fondazione ha  sottoscritto un protocollo d’intesa con la Fondazione Internazionale Fatebenefratelli e l’Ospedale San Giovanni Calibita  Fatebenefratelli di Roma, per un progetto che oggi si prevede di realizzare presso l’ospedale di Roma ma che può costituire un modello da esportare in tutta Italia.

Oggi, ai fini della prima realizzazione del progetto, occorre contribuire a finanziare una borsa di studio a favore di un medico totalmente dedicato, presso l’ospedale Fatebenefratelli, alla cura delle donne vittime di violenza sotto il profilo medico e psicologico; la borsa di studio permetterà di sostenere l’attività del medico per 6 mesi.

La Fondazione Doppia Difesa si è rivolta alla nostra FIDAPA per realizzare, in piena trasparenza, attraverso la nostra rete, questa  preziosa sinergia, a cui abbiamo voluto dare un nome benaugurante

                                 Una goccia (un euro) di solidarietà

Siamo 11.500 Socie e basterebbe questa piccola lacrima calda, vera e preziosa di solidarietà, da parte di ognuna di noi, per far decollare un progetto che può essere veramente d’aiuto a tante donne, al di là delle chiacchiere, delle frasi di convenienza, dei luoghi comuni .

So bene che non siamo un club service ma tutte voi saprete benissimo come collegare questo piccolo gesto di aiuto a un forte movimento di opinione su questo devastante problema; lo avete già fatto e lo continuerete a fare, con grinta, con determinazione, con la vostra generosità di idee e di azione.

Le vostre Presidenti distrettuali, che ringrazio per il forte senso di responsabilità dimostrato, si sono dichiarate disponibili a coordinare la raccolta di fondi che con questa lettera intendo lanciare. Mano a mano che i fondi saranno raccolti ve ne daremo piena contezza.

Tocca a Voi, care Presidenti, bussare al cuore delle vostre socie per ottenere questo piccolo gesto di solidarietà. Per qualunque chiarimento fate riferimento alla vostra Presidente Distrettuale o a me direttamente.

Siamo certe che  la forte visibilità che la Fondazione Doppia Difesa ha, a motivo della meritata popolarità delle due donne che la presiedono, potrà finalmente dare altrettanta visibilità ai valori che cerchiamo di affermare e alle buone prassi di cui siamo promotrici, quotidianamente, in tutte le nostre Sezioni e per merito di tutte Voi.

Mi avete stupito in questi due anni, dedicandomi stima, affetto, amicizia, facendomi sentire per tutte voi un punto di riferimento; oggi vi chiedo generosità, bella, forte, appassionata e sono certa che ancora una volta riuscirete a stupirmi e a farmi sentire orgogliosa di essere la vostra Presidente nazionale.

Vi abbraccio tutte, con sincero affetto, Pinella

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Roma, 10 febbraio 2009          

                        

                                                                       Al Signor Presidente della Camera
Al Signor Presidente del Senato
Al Signor Presidente del Consiglio
Al Signor Ministro della Giustizia
 Al Signor Ministro per le Pari Opportunità

A nome delle 11.500 Socie che compongono la Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari (FIDAPA) e che ne hanno condiviso con forza i contenuti, trasmetto l’unito documento di protesta redatto dalle Socie del Distretto Nord Ovest (Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria) avverso la sentenza pronunciata per l’assassinio della Signora Reggiani.

Al di là di ogni ribellione emotiva, non ci resta che aggiungere che se l’interpretazione della norma da applicare a tali famigerati eventi legittima il giudice a mitigare le pene anche nei casi di confessione piena di delitti efferati, si rende dovuta e urgente una rivisitazione delle norme tale da non consentire sconti che offendono quel Popolo Italiano in nome del quale le sentenze sono pronunciate.

Esprimo gratitudine per l’attenzione che sarà data al presente documento.

                                                                                                                      Giuseppina Bombaci
Presidente Nazionale

Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari
affiliata alla Business and Professional Women International

Distretto Nord-Ovest

VALLE D’AOSTA    PIEMONTE     LOMBARDIA   LIGURIA

Il Distretto N.O., avendone discusso nella Riunione Distrettuale del 25/01 u.s., ritiene doveroso, in quanto donne e fidapine, preparare il seguente documento dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza emessa dalla 3° Sezione della Corte di Assise del Tribunale di Roma per l’omicidio della signora Giovanna Reggiani, avvenuto in Roma vicino alla stazione ferroviaria di Tor di Quinto il 30 ottobre 2007.

L’omicida Mailat  è stato condannato a soli 29 anni di reclusione per omicidio volontario, violenza sessuale e rapina. In sentenza la  Corte riconosce che, dalla ricostruzione dei fatti e delle prove acquisite, è pienamente provata la totale responsabilità dell’imputato in ordine a tutti i delitti ascrittigli. 

Tra le motivazioni si legge: “La Corte pur valutando la scelleratezza e l’odiosità del fatto, commesso in danno di una donna inerme,  e da  un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita non può non rilevare che sia l’omicidio, che la violenza sessuale, limitata alla parziale spoliazione della vittima e ai connessi toccamenti, sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori contingenti: lo stato di completa  ubriachezza e di ira per un violento recente litigio sostenuto dall’imputato, e la fiera resistenza della vittima. In assenza degli stessi l’episodio criminoso con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi.”  

Sicché siamo avvertite: in caso di violenza e  aggressione noi donne non dobbiamo reagire e neanche opporre “ fiera resistenza”, altrimenti è colpa nostra se poi veniamo uccise.

Non c’è dubbio che con questa sentenza abbiamo fatto un salto indietro di parecchi anni, quando comunque era sempre colpa della donna in caso di violenza; l’aggressore diventa vittima.

Si sono chiesti i Sigg. Giudici della 3° Sezione come avrebbero reagito e quale pena avrebbero comminato se vittima fosse stata la loro moglie o la loro figlia?

Dichiarare attenuanti lo stato di ubriachezza ed ira e la fiera resistenza della Signora va oltre ogni considerazione giuridica ed umana: lo stato di ubriachezza alla guida non ci pare sia un’attenuante e poi, si sfida chiunque a trovare qualcuno che, aggredito, non opponga la minima resistenza! Ma si sa, qui si tratta ancora una volta di donne, trattate, con questa sentenza, meno che niente.

Le Socie del Distretto N.O. indignate, protestano fortemente contro la Sentenza della 3° Sezione, giudicandola biasimevole, maschilista e diseducativa sia per l’imputato che per chi la legge senza la dovuta forma mentis ed inoltre si vergognano di essere cittadine di un Paese in cui alcuni magistrati possano emettere tali sentenze, scevri da ogni responsabilità.  

Sarebbe bene ricordare quanto detto da Papa Benedetto XVI ”Ogni violenza fatta ad un individuo è violenza fatta alla collettività, alla società” e le parole dell’allora Capo dello Stato, Carlo Azelio Ciampi ”la modernità e la civiltà di un Paese si misurano in modo precipuo dal suo sistema giudiziario e dalla capacità di questo di dare risposte adeguate e tempestive alla richiesta e al bisogno di giustizia dei cittadini”.

Le Socie del Distretto N.O. sono vicine con tanta solidarietà alla Famiglia della Signora Giovanna Reggiani, sia per il grave lutto che per l’ignominiosa sentenza.

             LA PRESIDENTE DEL DISTRETTO NORD OVEST
            IN NOME E PER CONTO DELLE SEZIONI DEL DISTRETTO
                E DI TUTTO IL CONSIGLIO DIRETTIVO

                                                                          F.to     CLAUDIA AMERIO

LAVAGNA, 1° FEBBRAIO 2009